Il Rospo Smeraldino (Bufo viridis, Laurenti, 1768) è un anfibio anuro della famiglia Bufonidae. È più piccolo del rospo comune, infatti raggiunge al massimo i 10 cm, restando più frequentemente attorno ai 7 cm. La colorazione è molto variabile: marrone o bianco con chiazze verde smeraldo. Frequentemente la sua livrea è impreziosita da puntini rossastri. Le ghiandole parotoidi si trovano, come nel rospo comune, sul collo, ma sono più allungate.

 

Il Tritone crestato (Triturus cristatus) è un anfibio caudato appartenente alla famiglia delle salamandre. E’ facile osservarlo in vari punti sia della Sila che della catena costiera cosentina, dove vive in laghetti e piccole pozze.
Le foto che trovate in questa gallery sono state realizzate in due escursioni mirate a questo soggetto. Il crestato condivide questi habitat con un particolare endemismo del Tritone Alpino un pò più piccolo e di differente colorazione.

La Rana agile (Rana dalmatina) è un anfibio anuro della famiglia dei Ranidi, diffuso in Europa.

È lunga fino a 9 cm. Il colore è variabile dal rossiccio al marrone scuro, con una striscia nera a V dalla gola ai timpani. Le zampe, molto lunghe con una muscolatura ben sviluppata, hanno striature nere orizzontali. Le femmine sono più grandi dei maschi, mentre quest'ultimi hanno dei tubercoli sulle zampe anteriori durante la primavera, chiamati "calli nuziali".

E' una specie molto comune in Calabria, nelle aree boschive e umide. E' proprio nei dintorni di un piccolo lago sulla catena costiera cosentina che stamane l'abbiamo ritrovata con l'amico e fotografo Antonio Mancuso. I colori del soggetto sono a dir poco meravigliosi, il suo mimetismo perfetto su un letto di foglie autunnali.

 

 

La Raganella (Hyla intermedia) è un anfibio dell'ordine degli Anuri, diffuso in Europa, Asia e Africa.
Di aspetto simile alle rane, ma dotato di un solo sacco vocale sotto la gola e di ventose sulle dita delle zampe. Questo permette all'animale di arrampicarsi su alberi, arbusti e foglie.
Presenta una striatura nera che parte dalla narice, prosegue dopo l'occhio e continua fino all'inserzione dell'arto inferiore. La lunghezza del corpo varia in media dai 3 ai 5 cm, ma può toccare i 6,5. e raganelle sono insettivore, si nutrono di artropodi e altri invertebrati acquatici e terricoli.

Sono prevalentemente arboricole, ma si trovano anche in mezzo alle erbe palustri, nei campi in prossimità di fossi e risaie. Sono legate all'acqua per la riproduzione.

Stamane, approfittando della pioggia, sono andato con un amico a cercare la salamandra pezzata.
Nei boschi della catena costiera cosentina è segnalata un pò dappertutto ma non l'avevamo mai osservata.
Arrivati sul posto, in un bel bosco di faggio, in pratica si rischiava di pestarle ad ogni passo.

La Salamandra pezzata (Salamandra salamandra) è un urodelo appartenente alla famiglia Salamandridae.

La salamandra pezzata è facilmente riconoscibile per la sua colorazione nera con vistose macchie gialle. Raggiunge i 15-20 cm di lunghezza totale (coda compresa), e le femmine sono in generale più lunghe e grosse dei maschi. La pelle, liscia e lucente, è cosparsa di piccole ghiandole secernenti il muco che ricopre l'animale; il muco ha una funzione battericida (protegge la pelle dalle infezioni), riduce la disidratazione e ha un gusto repellente per gli eventuali predatori. Le tinte vivaci della pelle segnalano appunto che la salamandra non è commestibile: queste colorazioni appariscenti sono dette "colorazioni di avvertimento".

Le femmine depongono larve in ruscelli, torrenti o altri corsi d'acqua ben ossigenati. Le larve possiedono branchie e quattro arti ben sviluppati. Le larve si differenziano da altre larve di urodeli per la presenza di macchie chiare alla base degli arti. In alcune popolazioni montane di salamandra pezzata, le femmine sono vivipare e danno alla luce piccoli completamente sviluppati e pronti per la vita terrestre.